E’ febbraio, a Sana’a, capitale dello Yemen. La folla si ferma, gli uomini sono perplessi, perché gli studenti della rivoluzione hanno deciso di dare alle cose un tocco di modernità altrimenti non vale la pena farle: invitano a parlare sopra il palco montato con quattro tubi e un po’ di legno anche le studentesse. Le ragazze, coperte di nero dai capelli alla punta dei piedi volto incluso, poco abituate a parlare a un maschio per strada passano la tracolla dell’altoparlante sopra la testa e sopra la veste, fanno un paio di tentativi a vuoto, esitano, hanno il tremolio nella voce, la piazza davanti sembra un deserto. Leggi il racconto di Karman a Sana'a