I suoi interventi sono costruiti per dire e non dire, aprire e chiudere, mostrare e nascondere. Essendo un “presidente a sorpresa”, uscito dalla Stangata di Renzi a Berlusconi, ha la necessità di apparire terzo e ma sempre in campo. Così il suo intervento prima del discorso di fine anno, è un tentativo di tenere insieme una baracca che oscilla su se stessa.