Ieri il consiglio d’amministrazione di Telecom Italia ha deciso di separare la rete telefonica, che controlla in regime di monopolio su tutto il territorio nazionale, dalla gestione del servizio telefonico, in cui essa compete con altri operatori, dando luogo a due diverse compagnie. Il cda di Telecom, un incumbent, cioè una società ex pubblica, ha dato così il via a un’operazione attesa da anni ma mai realizzata. Dal punto di vista finanziario, ciò sembra comportare un consistente incremento del valore di mercato di Telecom, ora basso. Ma la ragione del passo, che poteva essere attuato quando è partita la sfida dell’ammodernamento della rete – oramai inadeguata rispetto alle nuove tecnologie di banda larga – non può essere di mera ingegneria finanziaria.