I mercati osservano il governo Letta. Apprezzano la sintonia con l’eurocrazia di Bruxelles e il filo diretto con la Banca centrale europea, ma seguono l’iter legislativo dei primi provvedimenti governativi, vero banco di prova del nuovo esecutivo. A tenere alta l’attenzione è soprattutto il nodo dei debiti pregressi della Pubblica amministrazione su cui il precedente governo non è riuscito a far quadrare il cerchio. La partita è complessa, vengono al pettine le peculiarità dell’architettura politico-economica italiana: spicca la dialettica centro-periferia, con larga parte del debito generato localmente, e le stesse regole ideate per arginare la spesa fuori controllo della periferia, come il Patto di stabilità, rappresentano strozzature per chi deve restituire ossigeno ai suoi creditori. Deliolanes La Grecia rifiata, ma il Pasok non sta per niente bene (buffi) - Brambilla Sorpresa, dopo la cura da cavallo in Grecia ritorna un po’ di fiducia - La Francia entra in recessione. Non, ce pays n’est pas pour les réformes - Il fallimento dell’élite francese di Francesco Galietti