Il rais libico è sparito, forse ferito, forse morto, forse soltanto impegnato a preparare il suo prossimo colpo di teatro, con i capelli lunghi e il ghigno indomito. Ma in questa campagna militare surreale il topo è diventato lui, il colonnello Muammar Gheddafi: la Nato bombarda i compound di famiglia, poi dice che sono obiettivi come tanti altri volti a distruggere l’apparato bellico del regime, lascia cadere lì la frase “non sappiamo se il colonnello è vivo o morto, non abbiamo persone sul terreno, non ci interessa”. Leggi Truffa cinese a Tripoli di Daniele Raineri - Leggi La differenza tra Kabul e Bengasi - Leggi Perché l’Italia oggi bombarda la Libia