Dai ricordi di un coetaneo che ama parlare di sé in terza persona. La prima volta che incontrò Angelo Rizzoli fu in cantina. Era, a Milano, la cantina spaziosa e ben areata del padre collezionista di vini di una compagna di università che aveva il permesso di invitarvi chi voleva e di stappare qualsiasi bottiglia. Circolava una favola, messa in giro dalla stessa ragazza. Angelo Rizzoli la corteggiava e l’aveva invitata per una vacanza in Brasile. Sarà stato il 1964. Rizzoli arrivò un po’ tardi, non bevve, parlò poco.