Il 23 ottobre 1992 su proposta di Piero Barucci, economista e banchiere (Monte dei Paschi di Siena), ministro del Tesoro nel governo di Giuliano Amato (un politico ad alta caratura tecnica), cambiano natura Iri, Eni, Enel, Imi, Bnl e Ina. L’intero arsenale dello stato padrone si prepara a essere collocato sul mercato italiano e internazionale, “esprimendo il desiderio – si disse allora – che la cessione delle partecipazioni a nuovi soggetti imprenditoriali contribuisca a rinnovare l’intera dialettica del sistema industriale italiano”.