L’incommensurabile quoziente di carattere e personalità dei bassottiSono irritato per le classifiche sull’intelligenza dei cani: l’intelligenza è degli umani, non dite bestiate, ma hanno carattere, ciò che non sempre si può dire degli individui di tipo umanodiGiuliano Ferrara10 GEN 17
Trump contro Meryl Streep, il cui unico difetto è non saper scegliere i vestitiCome se i Golden Globe non fossero abbastanza politicizzatidiMariarosa Mancuso9 GEN 17
Le idee non tutte liquidabili di un sociologo sul declino occidentaleZygmunt Bauman (Poznan, 1925 - Leeds, 2017)diMaurizio Crippa9 GEN 17
Tesco non vuole più clienti in pigiama, ed è una battaglia di civiltàStoria breve dell’Adps, All-Day Pyjama SyndromediGiulia Pompili9 GEN 17
Ai Golden Globes trionfa “La La Land”. Vera protagonista della serata: Meryl “damn” StreepCon sette Golden Globes "La La Land" di Damien Chazelle segna il nuovo record per premi vinti da un solo film. Tra le serie tv vincono le inglesi: "The Crown" di Netflix da una parte (era la nostra preferita, a fine 2016) e "The Night Manager" dall’altra.diGianmaria Tammaro9 GEN 17
Fake news (e spin) ci sono da sempre. Appunti non censori per combatterliServe potenziare la “moderazione sociale”, cioè incrementare le segnalazioni di fake proposte dagli utenti può essere un inizio ma si presta ad abusi alla libertà di espressionediAntonio Palmieri9 GEN 17
Il regime digitale è democratico. Sono gli algoritmi che devono essere chiariOggi prevale un regime meno strutturato e più selvatico che rende immediato (disintermediazione) il raccordo tra l’origine della conoscenza e la platea dei potenziali destinataridiAntonio Pilati9 GEN 17
Ai Golden Globe è record di riconoscimenti per La La LandIl musical si aggiudica 7 premi e supera il primato di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" del 1975. Bene anche Moonlight, dell'afroamericano Barry JenkinsdiRedazione9 GEN 17
Un’istantanea datata 1961Miles Davis, John Coltrane e la New York sfavillante del grande jazzC’erano tutti: Bob Dylan e Joan Baez, la Beat generation di Kerouac e Ginsberg, Mark Rothko e pure un giovane Warhol. Il Village come Firenze nel Rinascimento. Un affresco irripetibilediMarco Bardazzi
A volte si può cambiare idea“Siamo stati iscritti al Pci”: Testa, Velardi e la politicaI due ex Pci hanno in comune un’idea non da poco, e cioè che è da imbecilli il vantare “la fedeltà alle proprie idee” di un tempo precedente, dato che mutare idee e criteri è indispensabile per capire il mondo. Un librodiGiampiero Mughini
1949-2026Addio a Carlo Petrini. Sugli obiettivi, grazie. Sugli strumenti, discuteremo ancoraSlow Food, i presidi, le lauree honoris causa, re Carlo e Papa Francesco: una vita a convincere il mondo che il cibo buono è quello giusto. Vero. Ma ogni volta che la conversazione scivolava su ogm o fitofarmaci, il perito mancato si vedevadiAntonio Pascale