Così Kyiv ha reso la guerra contro Mosca low cost

I missili Flamingo, gli intercettori Sting e la nuova versione economica ed europea dei Patriot americani. Tutte le armi made in Ucraina che hanno rivoluzionato la guerra contro l'esercito russo

11 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 18:06
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Continuiamo a lanciare i missili a lungo raggio ucraini contro le installazioni militari russe e l'industria petrolifera, ha scritto ieri su X il leader ucraino Volodymyr Zelensky, annunciando che i missili da crociera FP-5 Flamingo hanno colpito un impianto militare che rifornisce l'esercito russo di componenti per droni e missili. L’Ucraina in quattro anni di invasione ha trasformato il suo arsenale, si è dotata di armi che soltanto Kyiv sa produrre e lo ha fatto tra gli allarmi bomba, i droni e i missili, con dei costi competitivi anche per i suoi alleati.

Flamingo

I Flamingo sono sviluppati dalla start-up ucraina Fire Point, e secondo Zelensky sono l’arma di maggior successo dell’Ucraina, non solo per la loro gittata (3.000 chilometri) ma per il fattore economico: a un prezzo di 500.000 dollari per unità, vengono spesso presentati come la versione meno costosa dei missili americani Patriot, che hanno un costo di circa 4 milioni ciascuno e dopo la guerra in Iran stanno affrontando ritardi nella catena di approvvigionamento. La prima volta in cui sono stati dispiegati è stato il novembre 2025, con esito positivo sul campo di battaglia in meno di nove mesi. Lo scorso mese i Flamingo hanno percorso una distanza di oltre 1.500 chilometri e sono arrivati fino a Čheboksary, capitale della Repubblica ciuvascia della Russia.  

Freyja, il Patriot europeo

Fire Point ha anche testato un altro missile pensato come una versione più economica degli intercettori Patriot: si chiama Freyja, la signora, la dea, e verrà prodotto assieme ai partner europei. Il cofondatore di Fire Point, Denys Shtilerman, ha detto al Financial Times che la produzione di questi Fp-7.x, che dovrebbero costare circa 700 mila dollari l’uno, può iniziare ad agosto, ma mancano ancora alcune componenti che devono essere fornite dai partner europei. In particolare la tedesca Diehl Defence deve fornire i sensori a infrarossi che servono per la guida, e Fire Point li sta aspettando, anche se ha intenzione di iniziare comunque la produzione – a un ritmo di tre al giorno.

Sting

I quadricotteri di fabbricazione ucraina sono sviluppati dall’azienda privata Wild Hornets per intercettare i droni russi. Lo Sting vola fino a 280 chilometri all’ora, insegue i droni a distanza prima di colpirli con gli esplosivi e il suo costo si aggira intorno ai 2.000 dollari rispetto ai 20.000-50.000 dello Shahed iraniano. Secondo l’azienda il sistema, stampato in 3D, avrebbe abbattuto più di 3.000 Shahed russi nei primi sette mesi in cui è entrato in servizio e la sua produzione si aggirerebbe a oltre diecimila unità al mese.   

Lyutyi

Il dominio su cui Kyiv ha acquisito un’esperienza unica al mondo è quello dei droni: costano poche centinaia di euro, e sono uno dei pochi sistemi d’arma che l’Ucraina riesce a procurarsi in quantità simili a quelle russe.  Lyutyi in ucraino significa “feroce” o “furioso” ed è un drone da attacco a lungo raggio (ha un’autonomia di volo superiore a 1.000 chilometri) sviluppato a livello nazionale e introdotto da Ukroboronprom nell’ottobre 2022, che lo scorso anno si è rivelato fondamentale per gli attacchi in profondità condotti contro le infrastrutture energetiche russe. Il governo ucraino ha detto di essere in grado di produrre almeno 2.000 intercettori efficaci e collaudati ogni giorno, sarebbe disposto a produrne di più, ma tutto dipende dagli investimenti. Un altro drone d’attacco a lungo raggio è il FP-1, prodotto sempre da Fire Point.
Altre aziende ucraine hanno messo in funzione altri sistemi per intercettare i missili russi: ad esempio l'intercettore "Bullet" della General Cherry, sviluppato alla fine del 2025, avrebbe già abbattuto diverse centinaia di droni Shahed, mentre un altro modello, il P1-Sun stampato in 3D di Skyfall, costa circa 1.000 dollari e può raggiungere velocità superiori a 300 chilometri orari, con una capacità produttiva che arriva fino a 50.000 droni.