I consiglieri di opposizione in Vigilanza Rai si dimettono. La maggioranza insorge: "Irresponsabili, ci dimettiamo anche noi"

"Da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza", denuncia l'ormai dimissionari presidente Barbara Floridia. E la destra replica: "Sono loro che hanno occupato cinicamente la commissione, sfruttando la maggioranza dei 2/3 per impedirci di eleggere il presidente"

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Ultimo aggiornamento: 14:23
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Tutti e 16 i parlamentari delle opposizioni che siedono in Vigilanza hanno rimesso il mandato e lasciato la commissione di controllo sulla Rai. A dimettersi anche la presidente della vigilanza, Barbara Floridia del M5s, la vice Maria Elena Boschi di IV, e il resto dei componenti di Pd e Avs. Una mossa minacciata per mesi e che arriva proprio quando si appresta ad essere varata la riforma dell'azienda. Più che una mossa d'orgogliosa opposizione politica, le dimissioni sembrano indicare un'altra cosa: la legislatura sta davvero finendo. E a confermarlo, a stretto giro, arriva la reazione dei consigliere di maggioranza: "Sinistra irresponsabile, ci dimettiamo anche noi!".
"È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito", aveva scritto Floridia in un lungo post su Facebook per spiegare la scelta delle opposizioni. "Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari". Da quasi due anni, ha detto, "le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della Rai".
Da tempo, infatti, la Vigilanza è in stallo sulla nomina di Simona Agnes che Forza Italia avrebbe voluto come presidente dell'azienda. Ma gli uomini di Antonio Tajani non sono mai riusciti a convincere gli alleati leghisti, decretando di fatto il lungo stallo. "Il blocco non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto", dice Floridia, secondo la quale "il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre".
E però le parole roboanti della presidente si scontra con un dato di fatto: se il blocco va avanti da più di un anno com'è che le dimissioni arrivano solo ora?  Dalla maggioranza comunque la replica arriva altrettanto grottesca, e controaccusando le opposizioni dello stallo: "Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il Presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare". Poi la proposta: "Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai".
Il tutto accade proprio nelle settimane in cui vanno avanti le discussioni sulla riforma della Rai. Su cui, come scriviamo qui, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha messo diversi paletti: “Il modello societario non può essere stravolto”. Lo stallo, anche qui, va avanti da mesi – ci sarebbero perplessità anche nella maggioranza e dubbi a Palazzo Chigi – mentre la commissione di Vigilanza risulta azzoppata da mesi e mesi.