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Adulterio e primitivi

“Per essere felici fatelo come i primitivi” titola l’Espresso, e io scioccamente vado a leggere (scioccamente perché la felicità non è di questo mondo). L’articolo sposa il punto di vista di due studiosi statunitensi, autori di “In principio era il sesso”, convinti alla maniera del vecchio Rousseau
18 AGO 20
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“Per essere felici fatelo come i primitivi” titola l’Espresso, e io scioccamente vado a leggere (scioccamente perché la felicità non è di questo mondo). L’articolo sposa il punto di vista di due studiosi statunitensi, autori di “In principio era il sesso”, convinti alla maniera del vecchio Rousseau che i nostri progenitori fossero più buoni e spontanei, siccome praticanti un “sesso libero, gioioso e adultero”. Bastano gli aggettivi per indurre al sospetto: come può essere interamente gioioso qualcosa che va tenuto nascosto onde evitare il dolore altrui? L’adulterio potrebbe essere forse interamente gioioso per un sadico, non certo per una persona buona. Secondo questo studio monogamia e gelosia nascerebbero insieme all’agricoltura, circa diecimila anni fa. Purtroppo l’articolista dimentica di ricordare che cosa c’era prima dell’agricoltura e allora lo faccio io: la caccia. I teorici del cosiddetto sesso libero teorizzino pertanto anche la caccia e la pesca libere. Mi offro per un esperimento: nei prossimi dodici mesi sono disposto a nutrirmi come gli uomini paleolitici di tassi, gatti, ricci, ghiri, istrici, volpi, delfini, datteri di mare, tartarughe di mare e novellame, e poi a farmi esaminare per scoprire se sono ancora geloso.