Ideologia e ruolo di generali egiziani e capetti libici con cui ci tocca trattareI generali egiziani che hanno sottoposto a un brutale esame ginecologico le donne arrestate in piazza Tahrir per appurare se fossero o no vergini – cioè: se fossero o no puttane – non soltanto si sono tutti specializzati nell’accademia militare di West Point, ma hanno sempre fatto parte della “catena di comando” americana. Da questo orribile episodio è bene partire per mettere a fuoco ruolo e ideologia non solo del Consiglio supremo delle Forze armate che oggi governa in Egitto, ma anche di tutti i regimi militari arabi, incluso quello libico passato – e quello futuro – che senza alcuna ragione in occidente sono sempre stati considerati laici.diCarlo Panella4 SET 11
Ideologia e ruolo di generali egiziani e capetti libici con cui ci tocca trattareI generali egiziani che hanno sottoposto a un brutale esame ginecologico le donne arrestate in piazza Tahrir per appurare se fossero o no vergini – cioè: se fossero o no puttane – non soltanto si sono tutti specializzati nell’accademia militare di West Point, ma hanno sempre fatto parte della “catena di comando” americana. Da questo orribile episodio è bene partire per mettere a fuoco ruolo e ideologia non solo del Consiglio supremo delle Forze armate che oggi governa in Egitto, ma anche di tutti i regimi militari arabi, incluso quello libico passato – e quello futuro – che senza alcuna ragione in occidente sono sempre stati considerati laici.diCarlo Panella4 SET 11
Così il Gheddafistan combatte la guerra tribale che qui chiamiamo “rivolta”Un Gheddafistan: non è molto probabile, ma è possibile che il colonnello, alla fine, possa attestarsi e resistere in un’area a cavallo tra Libia, Ciad, Niger e Algeria. Una zona franca, da cui menare azioni di guerriglia e di terrorismo profittando della permeabilità delle frontiere e della benevolenza dei governi confinanti, oltre che dell’appoggio di quei tuareg sempre generosamente finanziati in Ciad, Mali e Algeria.diCarlo Panella29 AGO 11
Così il Gheddafistan combatte la guerra tribale che qui chiamiamo “rivolta”Un Gheddafistan: non è molto probabile, ma è possibile che il colonnello, alla fine, possa attestarsi e resistere in un’area a cavallo tra Libia, Ciad, Niger e Algeria. Una zona franca, da cui menare azioni di guerriglia e di terrorismo profittando della permeabilità delle frontiere e della benevolenza dei governi confinanti, oltre che dell’appoggio di quei tuareg sempre generosamente finanziati in Ciad, Mali e Algeria.diCarlo Panella29 AGO 11
La lezione feroce di GheddafiIncomprensibile per noi, la decisione di Gheddafi di non trattare, di rifiutare le cento vie d’uscita che gli sono state offerte, di combattere e morire a Tripoli (se così sarà), ci spiega in realtà molto. Innanzitutto che non è affatto vero che con lui combattono sino alla fine, oltre ogni speranza dei “mercenari”, come tuona una propaganda occidentale stucchevole e cieca. In queste ore migliaia di libici leali al colonnello stanno opponendo una resistenza disperata ovunque, da Brega a Misurata alla stessa Tripoli, nonostante la pressione dei ribelli e i martellanti bombardamenti Nato.diCarlo Panella24 AGO 11
La lezione feroce di GheddafiIncomprensibile per noi, la decisione di Gheddafi di non trattare, di rifiutare le cento vie d’uscita che gli sono state offerte, di combattere e morire a Tripoli (se così sarà), ci spiega in realtà molto. Innanzitutto che non è affatto vero che con lui combattono sino alla fine, oltre ogni speranza dei “mercenari”, come tuona una propaganda occidentale stucchevole e cieca. In queste ore migliaia di libici leali al colonnello stanno opponendo una resistenza disperata ovunque, da Brega a Misurata alla stessa Tripoli, nonostante la pressione dei ribelli e i martellanti bombardamenti Nato.diCarlo Panella24 AGO 11
I ribelli dell’ovestChi è mai quel Suleiman Sifaw che ieri tutte le agenzie del mondo definivano “comandante militare dei ribelli” che hanno conquistato Tripoli? Di certo c’è soltanto che Sifaw è un nome berbero e che questo comandante – che ha un ruolo centrale nella battaglia di Tripoli – non è mai stato citato da alcuna fonte da febbraio a oggi e che, con ogni probabilità, nulla ha a che fare con i “ribelli di Bengasi” che per mesi hanno riempito le pagine dei giornali. Leggi I sei mesi di guerra in Libia - Leggi Qui a Tripoli si spara ancora troppodiCarlo Panella22 AGO 11
I ribelli dell’ovestChi è mai quel Suleiman Sifaw che ieri tutte le agenzie del mondo definivano “comandante militare dei ribelli” che hanno conquistato Tripoli? Di certo c’è soltanto che Sifaw è un nome berbero e che questo comandante – che ha un ruolo centrale nella battaglia di Tripoli – non è mai stato citato da alcuna fonte da febbraio a oggi e che, con ogni probabilità, nulla ha a che fare con i “ribelli di Bengasi” che per mesi hanno riempito le pagine dei giornali. Leggi I sei mesi di guerra in Libia - Leggi Qui a Tripoli si spara ancora troppodiCarlo Panella22 AGO 11
Guerra islamica e mistica indùIn India, musulmani e induisti vivono in piena pace e concordia, nessuna divisione tra India e Pakistan, ma un’unica federazione, come sognava Gandhi; nessuna guerra interreligiosa nel 1948, con il suo milione di morti (e neanche la scissione del Bangladesh nel 1970 con i suoi 500 mila morti); nessuna delle tre guerre tra India e Pakistan e ovviamente, talebani mai nati in Afghanistan per farne il “retroterra strategico” della futura, immancabile nuova guerra tra Pakistan e India.diCarlo Panella24 LUG 11
Guerra islamica e mistica indùIn India, musulmani e induisti vivono in piena pace e concordia, nessuna divisione tra India e Pakistan, ma un’unica federazione, come sognava Gandhi; nessuna guerra interreligiosa nel 1948, con il suo milione di morti (e neanche la scissione del Bangladesh nel 1970 con i suoi 500 mila morti); nessuna delle tre guerre tra India e Pakistan e ovviamente, talebani mai nati in Afghanistan per farne il “retroterra strategico” della futura, immancabile nuova guerra tra Pakistan e India.diCarlo Panella24 LUG 11