Domenica il New York Times ha dedicato un ritratto al ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, per due motivi. Il primo è che è appena tornato al suo incarico dopo essere stato undici mesi fuori dai giochi per un’accusa di corruzione da cui è stato assolto. Il secondo è che Lieberman adesso è “irriconoscibile rispetto a prima”, quando era considerato il più duro e aggressivo tra i membri del governo, con una tendenza all’eccesso e a uscire dai limiti consentiti della diplomazia (si ricordano i litigi pubblici con Hillary Clinton, quando lei era segretario di stato). “Quello stile abrasivo ora è assente – nota il New York Times (che scrive di avere chiesto inutilmente un’intervista al ministro).