Vir ecclesiasticus, notevole studioso, e a suo modo capopolo di Sant’Egidio, il professor Andrea Riccardi è sceso in campo con decisione, prudenza e sensibilità per i tempi. Se a Palermo, nel 1995, agli stati generali della chiesa italiana il cardinale Camillo Ruini lo fece sedere alla sua destra, al tavolo della presidenza, aveva evidentemente le sue ragioni. Già allora Riccardi guidava “una cometa con piccolo nucleo ma mirabolante scia luminosa” – così l’Espresso definì la Comunità di Sant’Egidio.