Perciò, s’avanzino i trolls. Siano i benvenuti – e più grande saluto a più feroce pernacchia. Un fraterno abbraccio – a chi di lessicale cattiveria sappia colpire, di felice invenzione stupire, di caustico improperio servirsi. Non sia l’offesa meno profonda, piuttosto ricercata; non sia l’ingiuria trattenuta, piuttosto elaborata. E così profonda gratitudine, infine – ma sia il vaffanculo accurato (non generico, ad adunata grillina: lo sfanculatore di classe è altro dallo sfanculatore d’ammasso), lo sberleffo rifinito, si metta al porco il rimmel e non solo il risaputo rossetto. E resta, comunque, che una delle più felici intuizioni, twittando twittando, è stata finora quella di porre di mezzo il “lipstick on a pig”, il maiale che si trucca i labbroni, colta evocazione di obamiana sortita.