E’ così che stai da anni, magari pure adesso che di anni ne hai quasi cinquanta: e le ossa sono quelle che sono, e la pancia ormai pure, che preme e tira per i troppi panini e la bile. Da una vita stai così. E così stai per ore e ore, magari fino a quindici, a volte giorni interi – i piedi che non reggono più, la testa dentro il casco che toglie il respiro, la divisa che pesa addosso. Gli insulti – tanto che nemmeno ci fai più caso, “sbirro di merda!, pezzo di merda! pòorci schifosi!”, gli sputi, le uova che ti colano addosso, quella che fa finta di baciarti ma che invece vorrebbe sputarti, ti accarezza e vorrebbe artigliarti. Leggi anche Perché al Viminale non si fidano del dopolavorista Alfano